04/08/2013 Ueno – Asakusa


È già la seconda volta che mi lavo i capelli… Non fanno altro che gonfiarsi! Comincio a notare come in Giappone ci sia sì un caldo maggiore, ma soprattutto una maggiore umidità, alla quale, anticipo, ci abitueremo col passare dei giorni. La cosa ci aiuterà in particolar modo una volta tornati in Italia, dove sentiremo meno caldo appiccicaticcio del solito ^^

Usciamo e ci dirigiamo verso Ueno. Si muore dal caldo asfissiante… È sabato e passeggiamo per il parco di Ueno, dove tanti giapponesi in kimono girano nella tranquillità del verde. Fra alcune giostre e giochi per bambini per bambini ritroviamo il mitico gatto Doraemon, che sembrerà affacciarsi spessissimo in tanti angoli e stradine di Tokyo! 😉

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Ci ritroviamo di fronte allo zoo e decidiamo di vedere il panda pubblicizzato all’entrata. Come in tutti gli zoo, l’atmosfera non è delle migliori e vedere animali rinchiusi non è per noi motivo di gioia. Ci sembra anche che le gabbie e i posti assegnati alle povere bestie siano persino troppo piccoli per quel che dovrebbero, a nostro parere, essere… Non capendoci però niente di animali o di zoo, ci esentiamo dal lasciare ulteriori commenti a riguardo. Il panda comunque è davvero carinissimo. Visti altri esemplari, fra cui tigri, gorilla, orsi e pinguini, sostiamo all’interno dello zoo, dove ci godiamo la vista di un giardino e una bella pagoda. Sulla strada del ritorno, passeggiando nuovamente per il parco di Ueno, troviamo l’entrata di un tempio, che non ci priviamo ovviamente dall’andare a visitare. Il susseguirsi dei numerosi, rossi Tori, disposti su diverse rampe di scale in discesa, ci trasportano subito all’interno di quell’atmosfera propria del Giappone silenzioso, antico e tradizionale.

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Metro fino al quartiere di Asakusa. Pranziamo alle 5 del pomeriggio con qualcosa al volo: Soba (spaghetti di soia da intingere nel brodo freddo) più una ciotola di riso. Si mangia bene e si spende poco! Se potete, mangiate qui! Per le strade corrono giapponesi che trasportano i tradizionali risciò, un servizio riservato ormai ai soli turisti con la voglia di provare qualcosa del Giappone antico.

Ci dirigiamo verso l’attrazione principale del quartiere, il KaminariMon col relativo complesso di templi shintoisti, ma prima un negozietto posto subito sulla destra del Kaminari ci blocca per almeno una mezz’oretta! È un negozio dedicato al mondo di Hayao Miyazaki e dello studio Ghibli! *___* Non fatevelo sfuggire, ricordate però che i prezzi sono un po’ alti. (Sempre rispetto a tutto il resto). Compro un piccolo asciugamano di Totoro (che si rivelerà molto utile contro il caldo appiccicaticcio), dei portachiavi, spillette, ciondoli per cellulari…ecc… Insomma rischio di andare in banca rotta il quarto giorno XD

Usciti dal negozio, visita e foto a non finire al famoso KaminariMon, una grande porta che segna l’entrata al complesso di templi dedicato alla dea Kannon, a mio parere, i più belli fra tutti quelli che ho visto. Prima di arrivare ai templi c’è però una lunga viuzza tempestata su entrambi i lati di negozietti che vendono oggettini tradizionali: katana, kimono, ombrellini, ciondoli, campanellini, borsellini… Il luogo migliore per lo sfrenato shopping di antico Giappone e decisamente conveniente dal punto di vista economico. Dato il luogo prevalentemente turistico e dopo esser passata al negozietto di Totoro, ho creduto che i prezzi fossero più alti rispetto ad altri posti. Col passare del tempo invece ho potuto ricredermi. Più economico di Asakusa c’è forse solo il duty free all’aeroporto XD Vista poi la vasta scelta, comprate! 😉 Visitiamo il complesso di templi fino a sera, momento durante il quale il rosso delle costruzioni magicamente si illumina, colorandosi d’oro.

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Ci rincamminiamo verso casa, dove decidiamo di cenare. Ci ispira un ristorantino, ma questa volta falliamo nell’individuare un buon posto… Forse sarà la stanchezza, fatto sta che ci ritroviamo in un ristorante che cerca di imitare spaghetti nostrani X___X Non solo il piatto che abbiamo ordinato (per fortuna ne prendiamo uno solo) fa schifo, ma spendiamo pure più del solito… Lasciamo quasi il tutto, dopodiché scappiamo in un altro ristorantino, dove ci rifacciamo la bocca con della buona Tenpura Soba.

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