Voglia de fa’… Zompame addosso, che me scanzo!


È passato molto, troppo tempo dal mio ultimo articolo. Purtroppo con il lavoro di mezzo e svariati impegni, mi ritrovo a scrivere a quasi un anno dopo, con l’estate già alle porte e il caldo che comincia ad alzarsi dall’asfalto. L’aver poi perso la password (ora ritrovata) per entrare su wordpress non ha certamente aiutato la situazione, confesso però di non aver avuto mente e voglia per cercarla con la dovuta attenzione.

La voglia di fare, che più si va avanti con l’età, più sembra volersi esaurire. Voglia de fa… Zompame addosso, che me scanzo! si dice a Roma, che non dovrebbe aver bisogno di traduzioni. Più i 30 anno si avvicinano, più sembra che quell’età in cui ti metti a fare un mucchio di cose, ti metti a seguire una marea di passioni, si allontani. Tanti progetti, tante idee che frullano in testa, che comincio a realizzare, ma che poi non trovano una conclusione. Non si tratta di una vera e propria mancanza di voglia, ma di un freno dato dalla consapevolezza di un finale insoddisfacente.

Molto dipende purtroppo dalla demoralizzazione nel guardarsi intorno in un paese come il nostro, dalla rassegnazione nel pensare che il futuro di noi giovani, sì, ancora giovani, non potrà realizzarsi a breve, se non con mille difficoltà o non potrà realizzarsi mai. C’è un diffuso buttarsi giù, che cerchiamo di ignorare, di nascondere, ma che purtroppo non fa che strozzarci non appena si presenta l’occasione. Non è un piangersi addosso, come ritiene chi è in età avanzata e non riesce a rendersi conto dello schifo di paese che ha contribuito a consegnarci in eredità: le Fornero di turno, che si permettono di aprire bocca e giudicarci con termini come Choosy, che il loro vocabolario non dovrebbe nemmeno conoscere, vista la bella esistenza che si sono ingiustamente regalati con i nostri sforzi. È un alzare le braccia e scuotere la testa, è l’abbandono al non voler vedere e al non far nulla perché l’unica alternativa possibile è alzarsi in piedi e non rispondere più con diplomazia, ma con una tale rabbia che potrebbe sfociare in violenza.

Avere tanto da dire, tanto da fare e poi pensare “Ma ne varrà la pena?”, mentre sentimenti di forte rabbia, tristezza, frustrazione, demoralizzazione, apatia e depressione ti investono.

Quando vengo avvolta da questi sentimenti negativi, mi costringo a cercare qualcosa da leggere nell’ambito delle mie passioni, delle cose che amo e che mi arricchiscono, allora ecco che ad esempio salta fuori il blog di una coetanea/o, che combatte scrivendo e che porta i propri lettori a seguire il suo esempio.

È per questo che cerco di tornare a scrivere… è un modo per aiutarsi l’un l’altro, no?

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