Charlie Hebdo e il corriere della sera


Sulla scia del movimento a favore di Charlie Hebdo e della difesa della libertà di espressione e di satira, il corriere della sera ha pubblicato un libro intitolato “Je suis Charlie”, pubblicato e stampato in fretta e in furia, in diverse copie al costo 4,90 euro, con la raccolta dei disegni e delle vignette sul tema, create dai più grandi artisti e vignettisti italiani e non.

Il problema è che gli autori delle vignette pubblicate non ne sapessero nulla!

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https://www.facebook.com/280422748761332/photos/a.282020261934914.1073741829.280422748761332/563694670434137/?type=1&fref=nf

Il corriere della sera ha letteralmente rubato delle opere, al fine di cavalcare il fenomeno Charlie per lucro e scopi personali. Il corriere precisa che il denaro dei guadagni del libro verrà devoluto in beneficenza, ma vendere più copie del corriere della sera significa molto. C’è poi da aggiungere che le immagini delle vignette sono state prelevate da social network, magari fotografate a bassa risoluzione, ritagliate in malo modo… Uno scempio.

Giacomo Bevilacqua scrive:

È successo tutto molto in fretta, sono tornato a casa ieri e mi sono accorto di essere stato taggato in un post in cui si facevano i nomi delle persone presenti nel libro e distribuito nelle edicole. Non riesco a capacitarmi del fatto che una delle principali testate giornalistiche italiane si sia arrogata il diritto di rubare le suddette immagini per usarle a scopo di lucro.

Leo Ortolani scrive:

Sai cosa ho fatto di recente? Ho scoperto che IL CORRIERE DELLA SERA ha preso le vignette che tanti autori italiani hanno pubblicato per solidarietà ai colleghi francesi e ci si è fatto un bel libretto da vendere a euro 4,90. E quando dico che le ha prese, intendo dire che le ha prese senza chiedere niente a nessuno.
Tipo che avete un motorino, vi girate, non c’è più. Ve lo ha preso il Corriere della Sera per farci un giro. A scopo di beneficenza, eh? Il motorino è sempre vostro.
Ora.
Io sarò anche un povero geologo che fatica a stare al mondo, ma qui si comincia a perdere il senso delle cose.
Chiedimelo. Magari ti dico di sì. Luca Bertuzzi di WOW, lo Spazio Fumetto di Milano me lo ha chiesto, se poteva usarla per esporla, gli ho detto di sì.
Lo vedi, come è semplice, quando si è tra persone educate?
Ma tu, Corriere della Sera sei venuto qui, hai preso una foto (UNA FOTO!!) di un disegno che ho messo in rete fotografandolo con il cellulare, perchè non ho lo scanner attaccato al sedere e a volte si fanno dei disegni sulla spinta emotiva, come quello, e si pubblicano in qualche modo, per fare sapere che quello che è successo ti ha colpito e molto, e tu, dicevo, Corriere dei Piccoli, vieni qui e te la prendi. Una foto. E te la stampi. A bassa risoluzione, ovvio.
Che oltretutto non è che mi fai un favore, pubblicando una foto di un mio disegno, a bassa risoluzione. Nemmeno la decenza del controllo artistico.
Nemmeno quella.
Che Luca Bertuzzi mi ha chiesto la cortesia di un file ad alta risoluzione. E gliel’ho mandato.

Ora, corriere dell sera, ti insegno come fossi mia figlia, che però lei ha otto anni, è nata nel 2006, può succedere, tu invece sei nato nel 1876, dice wikipedia, non si capisce cosa tu abbia imparato in tutto questo tempo.
Facciamo così.
Ora, uno dei tuoi redattori, magari lo stesso che si è premurato di venire a prendere le cose senza chiedermele, viene qui e si scusa. Davanti a tutti.
Mica che scrivi che “sei a disposizione degli aventi diritti”. Eh, grazie al ciuffo. Mi prendi il motorino e ora dici che me lo devo pure venire a riprendere a casa tua.
Adesso, tipo della sera, vieni qui e ti scusi per quello che hai fatto.
Tranquillo, nessuno ti sparerà. Non hai mica fatto satira.

Ferruccio De Bortoli del corriere risponde:

Per il libro#CharlieHebdo i ricavi vanno a #CharlieHebdo, il @corriereit non guadagna, i diritti agli autori sono riconosciuti. Aspettare di avere l’assenso formale di tutti gli autori, a nostro giudizio, avrebbe rallentato in maniera sensibile l’operazione.

In poche parole non avrebbe potuto cavalcare l’onda della tragedia, come sempre fanno, da sciacalli quali sono.

Scrivo questo post per appoggiare in pieno la protesta di questi grandi artisti, derubati delle loro opere da una categoria, quella dei giornalisti, che per prima dovrebbe indignarsi di fronte al furto di opere di disegno, di satira e di scrittura, ma che in realtà preferisce essere controllata e comandata da politici corrotti. Non siete degni di essere chiamati giornalisti e l’idea che veniate anche sovvenzionati con denaro pubblico provoca in me alta indignazione e profonda rabbia.

Oltre al furto, su twitter troviamo l’indecente sfacciataggine di alcuni esponenti:

https://twitter.com/MikiColla/status/555825901154623489

I vignettisti avrebbero saccheggiato articoli (spesso anche scritti con i piedi) di giornali di parte e di partito, scritti più da opinionisti che da veri giornalisti? Ma per favore, vergognatevi.

Ah, per la cronaca, una precisazione che cito da questa fonte:

Giusto per chiarire un equivoco che confonde parecchia gente: il fatto di pubblicare su Facebook o Twitter una vignetta non significa rinunciare ai propri diritti d’autore. Le condizioni di contratto di questi social network concedono una licenza di pubblicazione al social network stesso. Non danno il permesso ad altri di rubare. Citare, sì; fare embedding, anche; ma non di prendere, stampare e vendere come ha fatto il Corriere della Sera. www.zeusnews.it

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