The secret – La legge d’attrazione o mia filosofia di vita


Esordisco col dire che questo è un argomento che sento davvero da vicino, ho un’opinione che si basa su quel che ho personalmente visto e vissuto nei miei 30 anni di vita.

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Non molto tempo fa mi è stata rivelata l’esistenza di un libro e di un film documentario, The Secret, che spiega e descrive la cosiddetta Legge di Attrazione. Il concetto è semplice, in breve si tratta di desiderare qualcosa e riceverla. Se ci si focalizza con la mente su quel che si vuole, l’energia di cui siamo composti crea i presupposti e le situazioni perché quel che si vuole si verifichi.

Quando sentii parlare per la prima volta di questa Legge di Attrazione, restai stupita e divertita al tempo stesso perché si tratta di una definizione data a qualcosa che io faccio da sempre, una filosofia con cui sono nata e che non mi ha mai abbandonato per tutta la mia vita… La uso persino fin dai tempi dell’asilo addirittura. Solo che ai tempi della mia tenera infanzia, pensavo di essere l’unica ad avere quell’incredibile potere… Per me era un vero e proprio potere magico! XD

Innanzitutto, io non la chiamerei legge, perché in fin dei conti di legge non ha niente e perché va a scontrarsi, di seguito leggerete il mio pensiero in merito, con molteplici fattori; filosofia di vita è la giusta definizione o pensare positivo, per quanto sia ovvio e riduttivo.
Ora. Tutti conoscono il detto ‘pensare positivo’, tutti in qualche modo sono riusciti, inconsapevolmente, ad applicarlo o ad avvicinarcisi almeno una volta nella propria vita… Avete presente quando la giornata comincia bene, vi sentite bene, vi accade qualcosa di bello e continuano ad accadere cose belle fino a sera? Ecco! Avete inconsapevolmente attratto la vostra fortuna. Ve lo assicuro: l’avete fatto e ci siete anche riusciti, avete piegato l’universo al vostro volere. Tutto sta a rifarlo, sapendo di farlo, sta qui il problema.

Come dicevo, mi avvalgo di questa filosofia fin da quando ero piccola. Lo so perché ho attratto a me molte cose che desideravo e lo so soprattutto perché all’epoca lo facevo in modo innocente e ingenuo: ero convinta di avere un potere magico e questa convinzione generava, come se fosse la cosa più naturale del mondo, situazioni a me favorevoli. A quell’età è facile, ci credi e nessuno ti fa cambiare idea, peccato che i miei desideri si limitassero a essere da bambini. Col passare del tempo, le cose cambiano, per fortuna però sono sempre riuscita ad applicare la mia filosofia, anche se in forma minore rispetto a prima, dato che più si va avanti con l’età, più saltano fuori consapevolezze, ansie e paure, che rendono difficile credere fermamente in qualcosa di positivo e concentrarsi unicamente su quello.

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IL METODO

Passiamo al modo in cui si applica questa filosofia. The Secret dice il giusto: bisogna avvalersi di un processo creativo diviso in tre fasi, chiedere, credere, ricevere. Quando ero piccola e andavo a catechismo, facevo una preghierina e lo chiedevo a Gesù; credevo che Gesù mi avrebbe accontentato, ne ero convinta, e così facendo ricevevo. Quando ciò non accadeva, non davo la colpa a Gesù, ma a me stessa: forse non lo desideravo poi tanto, forse non è una cosa giusta, forse non me lo merito, forse c’è qualcosa di più importante e Gesù non può pensare a queste cavolate. Funzionava.

Manca, a mio parere, solo un ultimo punto da aggiungere alle tre fasi di The secret: fare. Perché puoi desiderare quanto vuoi, ma non accadrà mai niente se non ci metti almeno un po’ d’azione. Specifico meglio però, perché non è quello che pensate. L’azione non è il punto cardine della filosofia, come penserebbero in molti (agire porta a creare la propria fortuna), diciamo che si tratta più di un lasciarsi trasportare e non tirarsi indietro quando l’universo ha preparato la vostra occasione. Non bisogna inventare o forzare l’azione, dovete riconoscerla come qualcosa di più naturale possibile. Ad esempio… Volete trovare la vostra anima gemella? Se il desiderio è partito, non dovete uscire tutti i giorni a cercarla, se però venite invitati da qualche parte, se qualcuno vuole offrirvi un caffè, dite di sì e buttatevi 🙂 State pronti a ogni possibilità, ma non forzate nulla. Se l’anima gemella non si vede, non demordete, vuol dire che non è il momento giusto, che ci vuole più tempo, che non è ancora la persona giusta. Si può fare anche al contrario: perdo la metro? Meglio! Significa che dovevo prendere la prossima e che questo mi porterà qualcosa di bello. In un mondo frenetico come il nostro non è facile, ma bisogna provarci.

Una delle grandi critiche che vengono fatte al libro è la seguente: “le persone che si ammalano di gravi malattie o i bambini che nascono in una famiglia difficile, la morte…ecc sono tutti avvenimenti che ci provochiamo da soli?” Sono giuste domande, anche perché The Secret non dà le dovute spiegazioni. Io ho trovato le mie risposte fin dalla scoperta di questa filosofia, forse perché l’ho vissuta nel profondo fin da quando ero bambina e mi appare come la cosa più ovvia e semplice del mondo. Me lo spiego così: esistono avvenimenti possibili e impossibili, probabili e improbabili. Questa filosofia di vita non genera miracoli o avvenimenti impossibili, non impedisce agli avvenimenti che con alta probabilità si verificheranno di verificarsi; abbiamo un corpo mortale fatto di carne, viviamo su un pianeta dove molti dei nostri simili distruggono l’ambiente, massacrano e uccidono. Se geneticamente siamo predisposti ad ammalarci di una malattia specifica, difficilmente questa filosofia potrà impedirlo… A volte non possiamo farci proprio niente. Possiamo però operare in seguito, migliorare le condizioni, dar vita alla guarigione, non perderci d’animo. La prima sfiga dunque non ce la siamo voluta, se però quella sfiga porta ad altre millemila sfighe, allora lì c’è il nostro zampino, perché il nostro pensiero è entrato in modalità vittimismo (che è anche prerogativa della bassa mentalità italiana) e sta attraendo solo cose negative.

Ecco spiegato il mio metodo personale:

Decidete il vostro desiderio e pronunciatelo nella vostra testa.

Parlate al passato, al presente o al futuro. Azioni che si verificano, non azioni che si potrebbero verificare. Il cambiamento è già cominciato, sta cominciando, comincerà presto, non dovrebbe/potrebbe cominciare, vorrei che cominciasse. I desideri si esprimono con “Vorrei…”, niente di più sbagliato. Neanche voglio va bene, usate direttamente verbi d’azione. Non dovete dire: “Quanto vorrei incontrare l’uomo della mia vita”, ma “Incontrerò presto l’uomo della mia vita, già lo vedo”.

Visualizzate e focalizzate. Immaginate le situazioni come se fossero un film, di tanto in tanto, ogni giorno focalizzate questo pensiero. Focalizzatelo nelle più disparate situazioni: guardate la vetrina di un negozio di arredamento “Quella è simile alla cucina che avrò con mio marito”; acciaccate una cacca per strada “Ecco il segno che manca poco a incontrarlo”… Grazie a questi input, la mente creerà visioni che si concretizzeranno.

Assaporate le sensazioni che scaturiscono dalla vostra immaginazione. State immaginando di vincere alla lotteria? Godetevelo, sentitelo nel profondo. Sentite i peli che si rizzano, percepite l’eccitazione, il battito del cuore che accelera, la voglia di urlare e ridere, le reazioni di altre persone attorno a voi. Godetevi queste sensazioni e non dimenticatevele. Dovete sentirle.

Forse è per questo che sono nata con questa filosofia già in mano… Sta tutto nella creatività: io immagino e vivo ogni cosa. Se mi raccontate un avvenimento, io ho già immaginato il luogo, la scena… la mia mente la ricrea mentre voi me la descrivete, e io non me ne rendo neanche conto. Molto spesso ho immaginato abitazioni, posti che mi hanno descritto, ed è una cosa che faccio in modo tanto inconsapevole, da ricordarmi di averli immaginati solo quando vedo quei luoghi nella realtà, che ovviamente non corrispondono a come io me li ero figurati.

Credete, dovete esserne convinti. Questo è il punto più importante. Non “Succederà… ma figuriamoci se accade a me”; “Lo vorrei, ma è impossibile, non accadrà mai”. Controllate il vostro subconscio, convincetelo che sta già accadendo quel che desiderate, che si è già messo in moto qualcosa.

Pensate a cose possibili e concrete. Non potete pensare di incontrare johnny Deep perché è improbabile che possiate incontrarlo, se lui si trova dall’altra parte del mondo, o comunque lontano dai luoghi che voi frequentate. Non immaginate incontri inverosimili, seguite il vostro istinto legato alla sfera del plausibile e possibile.

Ringraziate, siate felici di quel che già avete. Se avete un computer e state leggendo questo articolo, allora forse avete un tetto sopra la testa. Siete già fortunati, dovete esserne grati. Siate grati a chi vogliate, ma siate grati. Quando ero piccola nella mia preghiera per prima cosa ringraziavo, poi chiedevo qualcosa di piccolo per il giorno successivo.

Il potere di più persone con lo stesso pensiero è ancora più forte. Se il vostro marito, la vostra moglie, desidera la stessa cosa che desiderate voi, l’energia di creazione sarà più forte.

Pazienza. Siate pazienti: la fretta, l’ansia, la rabbia creano pensieri negativi. Non dite che non funziona… Se passa troppo tempo, cambiate obiettivo e concentratevi di più.

Non perdete le occasioni. Non fatevi sopraffare dalla pigrizia perché siete poco convinti. Agite, quando vi si chiede di agire.

Godetevi i risultati.

Se riuscirete almeno una volta col metodo, sarà più facile andare avanti con qualcosa di più grande. Cominciate quindi da cose piccole: io all’epoca lo usavo per alcune interrogazioni, l’ho usato consapevolmente per la maggior parte degli esami universitari. Non devono essere cose stupide, perché per voi devono essere importanti, ma possono essere di facile raggiungimento rispetto ad altre più complesse.

Buona fortuna 😉

einstein1

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