Expo Milano


Nuova categoria: Week-End Italia, che raggrupperà post su fine-settimana passati in giro per l’Italia 😉

Bisognosa di vedere posti nuovi, sono finita anch’io ad Expo, un’esposizione che, ben sappiamo, è stata caratterizzata da alti e bassi paurosi. Dubbiosa per la mafia e le mazzette, lo sfruttamento dei giovani e l’organizzazione a groviera, ma spinta dalle classiche frasi “È un evento, che fai, nun ce vai?” e “Puoi mangiare della vera Soba”, alla fine ho ceduto. E poi, ricordiamolo sempre: per giudicare una cosa, bisogna prima averla vista… Quindi eccomi qua a parlarvi di Expo!

La verità è che, pur con il magna-magna, la mafia e le mazzette, Expo è proprio bello, ma pur essendo a Milano e non a Roma (sono sincera quando si parla della mia città), l’organizzazione è stata lasciata in mano ai soliti deficienti. Quindi precisiamo: expo è bello soprattutto per quel che hanno realizzato gli altri paesi, meno per quello che ha fatto l’Italia. Mi spiace, ma è così.

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Veniamo al tasto più dolente: le file.

Il sito web è decente, si può associare il biglietto alla registrazione… Cosa caspita ci voleva a dare la possibilità di prenotare l’orario di visita dei padiglioni? Non è difficile, non serve un genio. Non può essere che alle 9:01 (con apertura alle 9:00) al padiglione del Giappone una tizia acida mi urli: “Inutile correre, la fila è già chiusa.” E alla mia domanda “Cosa vuol dire chiusa?” mi ripete con fare canzonatorio “La fila è chiusa”, come se fosse ovvio pensare al teletrasporto di centinaia di persone.

Poi la tenuta delle stesse file da parte degli addetti… La fila italiana occupava un’area enorme, fatta senza corde, un serpentone lasciato un po’ così… All’arrivo non è facile capire chi è l’ultimo della fila, per fortuna ti viene detto, ma solo dopo essere andata a cercare l’addetto per chiederglielo. È chiaro comunque che spesso mancano gli spazi per le file e che si finisce al decumano… Com’è che Disneyland riesce magnificamente a creare file che si smontano e si ricompongono, a seconda della gente che c’è?
Al padiglione Giappone gli addetti italiani ti costringono a fare il giro lungo per metterti in fila, quando invece si possono accelerare i tempi aprendo la transenna nel punto in cui la fila finisce… Ripeto: a Disneyland ci riescono.

Un avviso all’altoparlante per le file, no? Auricolari agli addetti che avvisano una sede centrale era brutto? Magari stai in Belgio e ti chiedi se la Russia distante un chilometro e mezzo è fattibile oppure no. Sei lì che non sai se farti il decumano o lasciar perdere… fai km a buffo, alla ricerca del possibile.

Cibo e padiglioni

Si mangia bene. Si spende tanto, ma lo accetto… fa parte del gioco. Al ristorante Giappone ci sono giapponesi che cucinano e si sente, per fortuna. La soba mi ha tirato un po’ su dalla delusione di non aver visto il padiglione.

I padiglioni in generale sono belli, tanto da fuori e non sono male anche dentro (per quel che riguarda i pochi che abbiamo visto). Purtroppo non regalano quasi niente… A noi giusto il Belgio, che ci ha dato un biscottino e del cioccolato. La Lithuania ci ha venduto due biscotti tipici a 1 euro. Così assaggi qualcosa e senti un po’ i sapori del paese, non necessariamente col ristorante, che è impegnativo sia per costi sia per pancia.

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Il padiglione italiano

Abbiamo fatto la fila per quello italiano dandoci il cambio e vedendo quindi anche altro o passeggiando un po’ a fare foto. Non è servito comunque perché è un padiglione senza alcun senso e non valeva proprio la pena perdere tempo. Cosa mi rappresenta una stanza buia con luci psichedeliche e una musica fastidiosa? Sul serio: che vuol dire? C’era anche l’avviso per eventuali attacchi di epilessia. Serve a rincoglionirti per farti sembrare bello il padiglione?
Poi vediamo delle opere d’arte sugli schermi: vengono sparate senza un filo logico su questi schermi giganti, con un sottofondo musicale da lavaggio del cervello… Mi ha ricordato una puntata di Lost con un tizio che era stato chiuso in una stanza e continuava a guardare inebetito ‘sto schermo psichedelico. Ma non si parlava di cibo?
Le stanze con gli specchi servono solo a far le foto fighe.
Avrebbero potuto fare tantissimo, qualsiasi visitatore avrebbe avuto, AVEVA, delle idee migliori… e invece…

Expo è una cosa bella rovinata da corruzione e organizzatori/ideatori incapaci. Un’occasione persa.

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