L’anime di Shingeki no Kyojin – L’attacco dei giganti


Della serie, continuo a cibarmi di Anime…

In questi ultimi giorni ho colmato una grave mancanza: vedere Shingeki no Kyojin, L’attacco dei giganti. (Era ora, direte voi). Premetto che non leggo il manga e che la mia conoscenza in merito si basa esclusivamente sulla prima serie dell’Anime. …Poi lasciamo stare il fatto che sono andata in giro come una pazza a spulciarmi parecchi spoiler, come al mio solito xD Sorvoliamo…

Allora… Ammetto che ci ho messo un po’ a decidere di cominciare a vedere questo “fenomeno”… perché ‘sti giganti mi fanno un po’ schifo. Sono inquietanti, bruttini, spaventosi… Sapevo poi che mi sarei trovata davanti a un prodotto fatto di morte e distruzione, cose che rientrano poco nelle mie corde… La mia paura era di vedere un’opera sì epica, ma anche un po’ splatter e fine a sé stessa…

Per fortuna, mi sbagliavo.

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Partiamo dall’inizio. La trama si presenta in modo poco interessante (anche per questo ero restia a cominciare): un mondo post-apocalittico, la razza umana sull’orlo dell’estinzione, costretta a vivere in uno spazio ristretto protetto da altissime mura, a causa di esseri giganteschi, che scorrazzano liberi per il pianeta. Questi giganti sono stupidi, brutti e semplicemente affamati: si muovono soltanto perché attratti dagli esseri umani, non vedono l’ora di divorarli. Sono giganti privi di organi sessuali, simili nell’aspetto agli esseri umani, di diverse dimensioni (l’altezza viene usata per classificarli) e con delle facce orribili, spesso sorridenti, che si muovono saltellando goffamente o camminando come zombie, con gli occhi chiusi o spalancati… insomma una schifezza.

Non so come abbiano fatti gli esseri umani sopravvissuti a vivere rinchiusi per 100 anni di relativa pace, con la paura che da un momento all’altro potrebbe fare capolino un muscoloso gigante impazzito… con la consapevolezza che da quei territori non potrai MAI uscire. MAI! E non solo! All’interno di questo territorio esiste una gerarchia, con persone che vivono nella ricchezza e persone che vivono nella povertà, con esaltati religiosi adoratori di mura, violenza e stronzaggine…

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L’incipit si apre dunque con i presupposti peggiori: un mondo in cui si è rinchiusi, sottomessi, sfruttati e alla fine costretti a combattere. Dopo i primi episodi ero già più incazzata del protagonista, Eren, che tra l’altro non è proprio il personaggio più simpatico del mondo, e col suo atteggiamento ti fa incazzare ancora di più.

Per un attimo ho pensato di smettere, ma la voglia di scoprire cosa ci fosse dietro a ‘sti giganti e l’animazione dei combattimenti mi hanno fatto andare avanti ^^’

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Cercherò a questo punto di fare un’analisi dettagliata dell’opera e di pormi le domande giuste per questa mia personalissima recensione: perché Shingeki no Kyojin ha riscosso tanto successo?

I punti di forza non sono pochi:

  1. l’Opening
  2. L’animazione
  3. Le scene epiche
  4. I misteri
  5. La cruda realtà

1. Sì, avete capito bene, l’Opening: Guren no Yumiya dei Linked Horizon, la prima sigla di apertura (quella che apre i primi 13 episodi, e anche la seconda che va dal 14 al 25 non è da meno) è qualcosa di epico. Presenta l’Anime in modo superlativo, ti spiattella in faccia un’animazione d’alto livello e ti incolla alla sedia. Ritmo fantastico, dà una carica esplosiva, è piena di cambi di stile e sembra citare qualcosa di vecchio, soprattutto nel pezzo Kachiku no annei …kyogi no han’ei …shiseru garou “Jiyuu” wo! Vabbé, se non l’avete mai vista né sentita, mettete le cuffie e ascoltatela!

La versione completa è ancora meglio:

Non contenta, vi linko anche la seconda, che inizialmente (ero ancora troppo presa dalla prima) pensavo non mi piacesse, poi l’ho ascoltata con più attenzione. (In questo video ascolterete la versione full con le immagini ovviamente ripetute)

2. L’animazione non ha bisogno di commenti. Voli fra i palazzi da brividi, attacchi da farti rizzare i capelli. Goduria pura.

I disegni non mi fanno impazzire, ma sono comunque migliori di quelli del manga, dove l’autore ammette di essere una zappa… Ho visto immagini di personaggi privi di proporzione, il suo stile va bene solo per i giganti perché così inquietanti nessun altro avrebbe saputo farli… Nell’anime restano i contorni accentuati, che alla fine si rivelano efficaci, ci stanno bene e caratterizzano l’opera.

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3. Le scene epiche. Ce ne sono tante. Più volte ho sgranato gli occhi, piacevolmente sorpresa. Si tratta di un’opera ricca di colpi di scena, di momenti d’alto contenuto emotivo.

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4. I misteri. Perché vai avanti con gli episodi, desideroso di saperne di più, di scoprire… magari alla fine ne resteremo delusi, questo dipenderà dall’epilogo, ma intanto la tensione e l’ansia che ti portano a voler scoprire cosa c’è dietro tutto questo ti tengono incollato allo schermo.

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5. La cruda realtà. Questo è un anime crudo, c’è la morte in agguato dietro l’angolo, non fai in tempo ad affezionarti a un personaggio, che 2 minuti dopo te lo ritrovi morto. Un aspetto che apprezzano in molti.

Per quel che mi riguarda, non amo molto questo aspetto perché quando mi cibo di un’opera, VOGLIO affezionarmi ai personaggi, ma non trattandosi di morti gratuite (stanno combattendo contro pazzoidi giganti, che t’aspetti?) lo accetto. Mi piace poi il fatto che si insista molto sul concetto è una guerra, siamo tutti uguali, chiunque può morire da un momento all’altro, rende l’opera vera, coerente con quello che racconta.

Ci tengo però a precisare che mi piace molto questo tizio, Levi Ackerman, e che se dovesse essere tolto di mezzo in futuro, non reagirò con la stessa calma degli altri personaggi. Perché vabbé, vabbé, la realtà e la crudeltà e quello che ve pare, ma eliminare i personaggi migliori nel corso della storia non è mai una mossa sensata.

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Un altro che non vorrei veder sparire è quello che più mi ha stupito… quello che sembrava il ragazzino più stupido e che dimostra di avere invece intuito e intelligenza: Armin Arlert. Lui si fa le giuste domande, trova il quadro della situazione, scopre le cose, risolve molte situazioni. Da piccolo mostra a Eren un libro che parla del mondo esterno (questo tipo di libri sono vietati… altro indizio sullo schifo di società in cui si ritrovano a vivere) e gli brillano gli occhi solo a pensarci; è il personaggio che, assieme a Eren, incarna il desiderio di scappare dalla prigionia delle mura, di uscire nel mondo esterno e conquistare la libertà.

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Eren è un po’ antipatico, soprattutto all’inizio, col passare degli episodi però un po’ migliora. La ragazza non è male, a parte il chiodo fisso per Eren, è un piacere vederla combattere e volare fra i palazzi.

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In quest’immagine vediamo i due con uno stile di disegno migliore.

Shingeki no Kyojin è un Anime da vedere, un’opera ben realizzata, curata nei dettagli, una bellezza per gli occhi, con una trama piena di misteri e di interrogativi, dall’alto comparto emotivo, con scene che non sono facili da togliere dalla testa.

Drammatica e struggente la situazione in cui vive l’umanità… Non penso che avrei resistito per tanto tempo rinchiusa, con l’ansia di venire attaccati da un momento all’altro. Avrei forse scelto di unirmi al corpo di ricerca, solo per provare a fuggire all’esterno, per andare a vedere/scoprire qualche segreto sui giganti e cosa succede nel resto del mondo!

In attesa della seconda serie, mi auguro che l’autore non rovini tutto nel finale e che ci stupisca per bene ^^

Una frase in particolare mi ha colpita, frase pronunciata dalla scienziata che studia i giganti, e che spero abbia a che fare con una piccola intuizione che mi è venuta:

“Se ciò che vediamo fosse diverso dalla realtà esistente?
Forse sono i nostri occhi a distorcere la verità delle cose.”

Sono davvero curiosa di vedere verso quale direzione si muoverà l’autore.

Jaa ne! ^^

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