Il mio commento su “Harry Potter e la maledizione dell’erede”


Visto il prossimo viaggio a Londra con annessa visita allo studio “The Making of Harry Potter”, ci tengo a precisare la mia idea e la mia posizione su quello che la cara J. K. Rowling, autrice della saga, ha definito ottavo libro canonico : “Harry Potter e la maledizione dell’erede”.

Premetto che non sono riuscita a leggere per intero il suddetto libro, non ce l’ho fatta, a causa di un mio fastidiosissimo problema: nel momento in cui leggo qualcosa, immagini vivide di quel che ho visto per mezzo dell’immaginazione si insinuano inevitabilmente nella mia testa, rimanendoci a vita. Ciò significa che una trama talmente orribile e distorta (e qui avrete già intuito da che parte sto) finirebbe per modificare e rovinare una delle più belle saghe mai scritte che ancora vive nella mia memoria sotto forma di sensazioni e ricordi meravigliosi.

Premetto anche che io rispetto ogni libertà. È giusto che una scrittrice abbia tutta la libertà di fare quello che vuole del mondo e della trama che ha ideato, è un suo diritto. L’unica cosa che noi possiamo fare è esternare un’opinione in merito e giudicare la sua scelta, è il nostro diritto di lettori.

Capisco l’opera teatrale, capisco la voglia di giocare con una saga di tale portata, capisco le fan-fiction… Ci sta! Possiamo farci due risate davanti a un caffè e finisce lì. Ma per quale motivo metterci la firma e confermarne la canonicità? Una simile opera stravolge e insulta tutto quello che c’è stato.

Ma il problema non sta tanto nella storia, perché non me ne fregherebbe nulla dei buchi della trama e delle giratempo piazzate a caso… Il vero insulto sta nello stravolgere i personaggi, che per uno scrittore sono come dei figli, dei compagni che continuano a vivere dentro di te, che hanno una loro personalità, un loro modo di pensare. La Rowling ha, a tutti gli effetti, svenduto i propri personaggi. Li ha distrutti, li ha uccisi, ha eliminato tutto quello che ha creato in nome di un po’ di marketing in più, li ha traditi. E puoi fare quello che vuoi, puoi definirti scrittrice quanto ti pare, se tradisci i tuoi personaggi, tradisci te stessa.

So perfettamente di avere un’opinione un po’ estrema, ma è un argomento che mi tocca particolarmente: ho sempre amato inventare storie, creare personaggi, sviluppare vicende; se da piccola lo facevo giocando e da adolescente disegnando fumetti, oggi lo faccio scrivendo. I personaggi, quelli veri, quelli che ti appaiono in testa per la prima volta un po’ sfocati e poi si sviluppano trasformandosi nei tuoi migliori amici, quelli dei quali conosci ogni emozione e ogni reazione, quelli che dalla tua testa non se ne andranno mai, sono quanto di più prezioso una scrittrice possa avere, sono il fulcro non soltanto di una storia ma anche di un’emozione. Questi Personaggi, con la P maiuscola, nel momenti in cui decidi di divulgarli al mondo, entrano nelle vite dei lettori, sono tangibili, sono quasi vivi… Modificarne il carattere, il modo di pensare, le reazioni senza alcuna logica spiegazione, significa strapparne l’anima.

“Harry Potter e la maledizione dell’erede” è un brutto sogno, è il bacio di un dissennatore che mai avremmo voluto ricevere.

aaaharry3

Ignorerò il tutto restando legata al vero finale.

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